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16 Febbraio 2026
Dal 2026 scattano a pieno regime gli obblighi operativi e i controlli previsti dalla NIS2, la nuova normativa europea sulla cybersicurezza. Chi non si adegua rischia sanzioni fino a 10 milioni di euro.
La NIS2 è la nuova direttiva europea sulla cybersicurezza nelle imprese, pensata per rafforzare la protezione dei sistemi digitali e ridurre il rischio di incidenti informatici che possono bloccare servizi, filiere produttive e infrastrutture.
Si rivolge in particolare ad aziende medie e grandi che operano in settori strategici o che forniscono servizi digitali e tecnologici. Non si tratta più di semplici linee guida tecniche, ma di regole vincolanti, con controlli e sanzioni. In sintesi: se il tuo business dipende da dati, sistemi informativi e continuità operativa, la NIS2 ti riguarda.
Il perimetro della NIS2 è molto più ampio rispetto alla normativa precedente e introduce una distinzione tra due categorie di soggetti: entità essenziali ed entità importanti, in base al ruolo svolto per la sicurezza e il funzionamento della società e dell’economia.
Rientrano tra le entità essenziali, cioè i settori di maggiore criticità, ad esempio:
Sono invece considerate entità importanti le organizzazioni che operano in settori meno critici ma comunque rilevanti, come:
Molte imprese rientrano nel perimetro NIS2 non perché gestiscono direttamente infrastrutture critiche, ma perché fanno parte di catene di fornitura strategiche o forniscono servizi digitali e tecnologici su cui si basano altri soggetti regolati.
La NIS2 introduce cambiamenti sostanziali: si passa da un approccio prevalentemente tecnico a obblighi concreti e strutturati. La cybersicurezza non è più solo un tema tecnico, ma entra nella governance aziendale: il management è direttamente coinvolto e responsabile delle scelte fatte.
Non basta più proteggere i sistemi: servono processi strutturati per gestire i rischi, prevenire gli incidenti e reagire rapidamente quando si verificano. Ad esempio, non è più sufficiente avere un firewall e un antivirus. Serve documentare chi fa cosa in caso di attacco, testare regolarmente i backup e mappare i rischi legati ai fornitori cloud.
Inoltre, l’attenzione si estende all’intera catena di fornitura: fornitori e partner diventano parte integrante della sicurezza dell’azienda.
A questi cambiamenti si affianca anche una nuova tempistica degli obblighi.
Già dal periodo di prima applicazione della normativa, le organizzazioni classificate come soggetti essenziali e importanti sono tenute a notificare gli incidenti informatici significativi al CSIRT Italia entro 24 ore dalla loro conoscenza, con una notifica più completa entro 72 ore e un report finale entro un mese.
Entro il 2026, invece, diventano pienamente operative anche le misure tecniche e organizzative di sicurezza previste dalla NIS2 e il sistema dei controlli e delle sanzioni entra a regime.
Per essere conformi alla NIS2, le aziende devono lavorare su più livelli:
Le sanzioni previste dalla NIS2 possono arrivare fino a 10 milioni di euro, oltre al rischio operativo di interruzioni di servizio, perdita di dati, danni reputazionali e perdita di fiducia da parte di clienti e partner.
Con la NIS2 la cybersicurezza passa da un insieme di obblighi prevalentemente tecnici a una responsabilità concreta dell’azienda nel suo complesso. Non è più solo un tema informatico: entra nella governance e coinvolge direttamente titolari e dirigenti.
La protezione dei sistemi deve tradursi in processi strutturati, capaci di prevenire gli incidenti e gestirli in modo efficace quando si verificano.
Il primo passo? Verificare se la propria azienda rientra nel perimetro NIS2 e valutare il livello attuale di conformità.