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NIS2: cos’è, a chi si applica e cosa devono fare le imprese entro il 2026

16 Febbraio 2026

Dal 2026 scattano a pieno regime gli obblighi operativi e i controlli previsti dalla NIS2, la nuova normativa europea sulla cybersicurezza. Chi non si adegua rischia sanzioni fino a 10 milioni di euro.

La NIS2 è la nuova direttiva europea sulla cybersicurezza nelle imprese, pensata per rafforzare la protezione dei sistemi digitali e ridurre il rischio di incidenti informatici che possono bloccare servizi, filiere produttive e infrastrutture.

Si rivolge in particolare ad aziende medie e grandi che operano in settori strategici o che forniscono servizi digitali e tecnologici. Non si tratta più di semplici linee guida tecniche, ma di regole vincolanti, con controlli e sanzioni. In sintesi: se il tuo business dipende da dati, sistemi informativi e continuità operativa, la NIS2 ti riguarda.

A chi si applica la NIS2

Il perimetro della NIS2 è molto più ampio rispetto alla normativa precedente e introduce una distinzione tra due categorie di soggetti: entità essenziali ed entità importanti, in base al ruolo svolto per la sicurezza e il funzionamento della società e dell’economia.

Rientrano tra le entità essenziali, cioè i settori di maggiore criticità, ad esempio:

  • energia (produzione, trasmissione e distribuzione)
  • trasporti (aereo, ferroviario, stradale e marittimo)
  • sanità (ospedali e strutture sanitarie)
  • servizi bancari e finanziari
  • acqua potabile e trattamento delle acque reflue
  • infrastrutture digitali (cloud, data center, DNS, reti di comunicazione)
  • pubbliche amministrazioni che forniscono servizi essenziali.

Sono invece considerate entità importanti le organizzazioni che operano in settori meno critici ma comunque rilevanti, come:

  • servizi postali e corrieri
  • gestione dei rifiuti
  • produzione alimentare e chimica
  • manifatturiero strategico (ad esempio elettronica, macchinari, componentistica)
  • fornitori di servizi digitali avanzati (piattaforme online, motori di ricerca)
  • organizzazioni di ricerca scientifica e tecnologica.

Molte imprese rientrano nel perimetro NIS2 non perché gestiscono direttamente infrastrutture critiche, ma perché fanno parte di catene di fornitura strategiche o forniscono servizi digitali e tecnologici su cui si basano altri soggetti regolati.

Cosa cambia rispetto alla NIS

La NIS2 introduce cambiamenti sostanziali: si passa da un approccio prevalentemente tecnico a obblighi concreti e strutturati. La cybersicurezza non è più solo un tema tecnico, ma entra nella governance aziendale: il management è direttamente coinvolto e responsabile delle scelte fatte.

Non basta più proteggere i sistemi: servono processi strutturati per gestire i rischi, prevenire gli incidenti e reagire rapidamente quando si verificano. Ad esempio, non è più sufficiente avere un firewall e un antivirus. Serve documentare chi fa cosa in caso di attacco, testare regolarmente i backup e mappare i rischi legati ai fornitori cloud.

Inoltre, l’attenzione si estende all’intera catena di fornitura: fornitori e partner diventano parte integrante della sicurezza dell’azienda. 

A questi cambiamenti si affianca anche una nuova tempistica degli obblighi.
Già dal periodo di prima applicazione della normativa, le organizzazioni classificate come soggetti essenziali e importanti sono tenute a notificare gli incidenti informatici significativi al CSIRT Italia entro 24 ore dalla loro conoscenza, con una notifica più completa entro 72 ore e un report finale entro un mese.

Entro il 2026, invece, diventano pienamente operative anche le misure tecniche e organizzative di sicurezza previste dalla NIS2 e il sistema dei controlli e delle sanzioni entra a regime.

Su cosa devono concentrarsi le imprese

Per essere conformi alla NIS2, le aziende devono lavorare su più livelli:

  • governance e ruoli chiari in materia di sicurezza informatica
  • analisi e gestione continua dei rischi
  • procedure di risposta agli incidenti e piani di continuità operativa
  • monitoraggio e tracciabilità degli eventi di sicurezza
  • documentazione delle misure adottate

Le sanzioni previste dalla NIS2 possono arrivare fino a 10 milioni di euro, oltre al rischio operativo di interruzioni di servizio, perdita di dati, danni reputazionali e perdita di fiducia da parte di clienti e partner.

In conclusione

Con la NIS2 la cybersicurezza passa da un insieme di obblighi prevalentemente tecnici a una responsabilità concreta dell’azienda nel suo complesso. Non è più solo un tema informatico: entra nella governance e coinvolge direttamente titolari e dirigenti.

La protezione dei sistemi deve tradursi in processi strutturati, capaci di prevenire gli incidenti e gestirli in modo efficace quando si verificano.

Il primo passo? Verificare se la propria azienda rientra nel perimetro NIS2 e valutare il livello attuale di conformità.